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Sentenza Yahoo! Italia, non è semplice hosting provider il portale che organizza e seleziona contenuti

DIRITTO D’AUTORE SUL WEB – GIURISPRUDENZA

Secondo il Tribunale di Milano un portale web che organizza, seleziona e controlla i contenuti video caricati dagli utenti non è configurabile come hosting provider che agisce da semplice intermediario, e non può quindi beneficiare delle norme sulla limitazione di responsabilità previste dal Decreto Legislativo n. 70/03.

Con la sentenza No. 10893/2011, depositata il 9 settembre 2011, il Tribunale di Milano, Sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale (nel seguito il tribunale), ha ordinato alla Yahoo! Italia di eliminare dal proprio portale brani di filmati tratti da alcune trasmissioni televisive in quanto lesivi dei diritti esclusivi detenuti dalla Reti Televisive Italiane S.p.A. (nel seguito la R.T.I.) e fissato una penale di 250 euro per ogni filmato non rimosso nonché per ogni giorno di ulteriore permanenza sul portale Yahoo! dei filmati in questione.

La R.T.I. aveva rilevato la presenza sul portale Yahoo! Italia di numerosi filmati riproducenti brani di trasmissioni televisive sulle quali essa detiene diritti esclusivi, e diffidato la Yahoo! Italia chiedendo la rimozione dal portale di un elenco specifico di contenuti. Constatata l’inefficacia della diffida, la R.T.I. si era rivolta al tribunale per ottenere, fra l’altro, la rimozione dal portale dei filmati.

Il tribunale ha essenzialmente ritenuto che sebbene i filmati in questione fossero stati caricati sul portale dagli utenti e non dal gestore del portale, la Yahoo! Italia si era resa responsabile della violazione dei diritti esclusivi della R.T.I. in base alla legge sul diritto d’autore nonché al Codice della Proprietà Industriale.

In particolare il tribunale ha escluso che la Yahoo! Italia potesse avvalersi delle norme del Decreto Legislativo n. 70/03 che limitano la responsabilità del hosting provider il quale agisca da semplice intermediario per la trasmissione di informazioni. Infatti in base alla Direttiva 2000/31/CE (nel seguito la direttiva) che il D. Lgs. 70/03 ha recepito, le deroghe alla responsabilità del provider riguardano esclusivamente il caso in cui l’attività del prestatore di servizi si limita al processo tecnico di attivare e fornire accesso ad una rete di comunicazione sulla quale sono trasmesse o memorizzate le informazioni messe a disposizione da terzi. Tale attività, secondo la direttiva, è di ordine meramente tecnico, automatico e passivo, il che implica che il prestatore di servizi non conosce né controlla le informazioni trasmesse e memorizzate. Il tribunale ha invece ritenuto, sostanzialmente in base agli elementi qui sotto elencati, che nel caso in questione il ruolo della Yahoo! Italia fosse andato ben oltre, delineandosi come un hosting di tipo attivo.

1) il portale, oltre a predisporre un motore di ricerca che consente di individuare i contenuti ricercati tramite parole-chiave, presenta come servizio aggiuntivo i cosiddetti “video correlati”, consistente nella visualizzazione automatica di altri video che risultano appunto correlati a quello scelto dall’utente, frutto di una specifica attività di indicizzazione dei contenuti video da parte della Yahoo! Italia;

2) sul portale i termini utilizzati per la ricerca dei contenuti video vengono associati a messaggi pubblicitari;

3) la regolamentazione contrattuale proposta dalla Yahoo! Italia agli utenti che intendano immettere contenuti sul portale prevede fra l’altro che l’utente conceda alla Yahoo! Italia il diritto di modificare i contenuti video immessi, tradurli in appropriati format multimediali, distribuirli, riprodurli, adattali, estrarli, utilizzarli per attività pubblicitarie, promozioni commerciali e altro; è previsto inoltre a favore della Yahoo! Italia un diritto di manleva per danni derivanti dalla pubblicazione dei contenuti video immessi dall’utente, nonché il diritto di rimuovere i contenuti video o rifiutarne l’inclusione nella lista dei video disponibili ove la società rilevasse violazioni dei diritti della Yahoo! o di terzi;

4) sul portale sotto ogni video pubblicato in rete è presente un link che consente al visitatore di segnalare al provider eventuali contenuti illeciti, consentendo alla redazione di verificare la segnalazione e provvedere all’eventuale rimozione del materiale.

Il tribunale ha ritenuto che tali elementi dimostrino da un lato il ruolo attivo della Yahoo! Italia nell’organizzare, indicizzare, collegare fra loro e sfruttare commercialmente i contenuti immessi in rete dagli utenti, dall’altro l’onere autonomo di controllo che Yahoo! Italia si era assunta rispetto ai contenuti stessi, ponendosi di conseguenza su un piano diverso da quello del semplice fornitore di hosting. Il tribunale ha quindi escluso l’applicabilità delle norme sulla limitazione di responsabilità del provider, e ritenuto la Yahoo! Italia responsabile della violazione dei diritti in capo alla R.T.I.

È da sottolineare che, a differenza di quanto avvenuto in un’altra recente recente disputa riguardante la presenza sul portale Yahoo! Italia di filmati coperti da diritto d’autore (vedi notizia sull’argomento), in questo caso l’attrice aveva provveduto ad inserire sia nella diffida che nella documentazione a sostegno del ricorso tutte le informazioni idonee ad identificare con facilità il materiale di cui veniva richiesta la rimozione.

Altro elemento degno di nota è che il tribunale, pur riconoscendo la violazione dei diritti esclusivi ed accogliendo le richieste principali dell’attrice, ha disposto la compensazione delle spese del giudizio fra le parti, motivando la scelta con la “particolarità della controversia” e con “i variegati esiti della giurisprudenza in materia”.

29 settembre 2011

Written by Sergio Rinaldi

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