a scuola sciopero dei bambini”

Il 15 settembre scatta l’ultimatum dei genitori dell’elementare Leopardi a Monte Mario

CECILIA GENTILE

«Stavolta non mandiamo i nostri figli a scuola. Se Monte Mario è il posto delle antenne, allora sicuramente non è il posto dei bambini. Dunque, il 15 settembre, quando cominceranno le lezioni, i banchi resteranno deserti».

Nicol Carlo Genovese, presidente dell’associazione “Bambini senza radiazioni”, parla a nome degli altri genitori della scuola elementare Leopardi. Per una strana coincidenza, il Tar ha stabilito che Enel e Telecom hanno tempo proprio fino al 15 settembre per togliere i loro mega tralicci dalla cima di Monte Mario. Ma per quella data non succederà niente perché l’assessore ai Lavori pubblici Esterino Montino ha concordato con le due aziende un diverso calendario di smantellamento.

«E’ una situazione di estrema necessità spiega l’assessore su quelle due antenne ci sono il telecontrollo per l’alta tensione in tutta Italia, il 118, il Teledrin, servizi che per il momento non avrebbero altra collocazione». Dunque le date: entro il 30 ottobre vengono tolte oltre la metà delle parabole di trasmissione e si abbassano i tralicci, che adesso sono alti più di 50 metri, fino a 27 metri di altezza. La situazione rimane invariata per tutto il 2001, ma dal 2002 l’intera area deve essere libera.

«Siamo stati presi in giro ancora una volta si indigna Genovese questa storia è una farsa. L’accordo è stato preso sulla pelle dei bambini. Iscrivendo i nostri figli, noi genitori abbiamo fatto una scelta di fiducia. Se l’assessore ha deciso diversamente doveva almeno informarci prima perché ci regolassimo. Eppure, nel marzo scorso, il giudice del Tar era stato chiaro: Monte Mario, aveva detto, non è sito di emissione, e aveva dato ad Enel e Telecom sei mesi per sgomberare».

Le aziende avevano presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale dopo aver ricevuto l’ordinanza di sgombero dal Comune. L’assessore Montino e il collega al Patrimonio Stefano Tozzi avevano sfruttato un’occasione propizia, la scadenza, avvenuta già da tempo, della concessione dell’area, decidendo di non rinnovarla. Le ordinanze di sgombero sono del febbraio scorso: Enel e Telecom dovevano sgomberare entro sette giorni, pena la rimozione forzata. Poi la sentenza del Tar, che ha concesso sei mesi di proroga. «Se entro il 15 settembre i due tralicci non verranno smantellati aveva minacciato Montino il giorno dopo il Comune darà il via alle demolizioni». Invece c’è stato un cambiamento di programma.

«Abbiamo forzato il più possibile per ottenere almeno l’inizio dello smantellamento si giustifica l’assessore ai Lavori pubblici ma mica possiamo staccare il 118 e il controllo dell’alta tensione».

Il presidente dell’associazione “Bambini senza radiazioni”, due figli alla Leopardi, «la prima dice otto anni di esposizione all’inquinamento elettromagnetico, il secondo sei», non ci sta. «Se il Comune non interviene neanche quando ha tutte le carte dalla sua, cosa dobbiamo sperare?», protesta Genovese. E informa che le centraline hanno registrato nel giugno e luglio scorsi valori superiori a quelli consentiti di 6 volt a metro.

Attualmente a Monte Mario, oltre ai due impianti Enel e Telecom, i più vicini alla scuola Leopardi, si contano 27 tralicci per trasmissioni radiotelevisive e 34 antenne per trasmissioni radiomobili, una giungla di elettrosmog. Gli impianti radioTv se ne andranno quando in Regione verrà approvato definitivamente il piano di delocalizzazione delle antenne, votato dalla giunta Badaloni, ma mai passato in consiglio per l’ostruzionismo del Polo.

Il piano stabilisce lo smantellamento di vari siti, primi fra tutti, Monte Mario e Monte Cavo, sostituiti rispettivamente con Sorti Lunghi, al confine tra la XX circoscrizione e il comune di Anguillara, e con il monte Guadagnolo, a Capranica Prenestina. Il nuovo assessore all’Ambiente Marco Verzaschi, Forza Italia, si è adesso impegnato a chiudere la partita entro la metà di ottobre.

Written by Sergio Rinaldi

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