giu

La Padana Tubi del terzo millennio sta nascendo in riva al Po, a Guastalla. E’ un investimento da 125 miliardi che l’amministratore delegato Romano Alfieri guarda crescere. E cresce in fretta: “a fine anno contiamo di completare le strutture e a regime sono prevedibili un centinaio di nuovi posti di lavoro. Visto che il posizionamento sarà sulla fascia alta del mercato dei tubi in acciaio e in ferro sarà tutto personale qualificato e installeremo le macchine più avanzate per ampliare la gamma in spessore e dimensione”.

L’export per tubi e profilati in acciaio inox supera il 50%della produzione e tra i mercati di riferimento dell’azienda guastallese c’è la Germania.

E’ nata nel ‘70 la Padana Tubi. “la nostra famiglia e mio padre Roberto – spiega Romano Alfieri – era impegnata già nel 1938 nel commercio di legnami. Io ho deciso di diversificare l’attività partendo da una partecipazione nella Emiliana Tubi di Brescello acquisita dal ’63. Siamo partiti con una unità produttiva di 3.200 metri quadrati e 20 dipendenti”.

Oggi Padana Tubi ha due stabilimenti per complessivi 90mila metri quadrati e 260 dipendenti nelle due strutture di via Porta Murata e di S.Giacomo dove nascerà anche il nuovo stabilimento.

La divisione Inox è nata nel 1990 e in dieci anni ha conquistato il N° 2 in Europa. Il futuro è tutto orientato allo sviluppo.

Padana Tubi nel 2000 ha fatturato 550 miliardi (440 miliardi nel ’99).

La nomina a cavaliere del lavoro lo ha colto di sorpresa: “al presidente Ciampi dirò che è per me un grande onore” spiega Alfieri.

Romano Alfieri, 67 anni, è consigliere di amministrazione del Credem (il Credito Emiliano che ha in Achille Maramotti l’azionista di riferimento) dal 1989.

Da quindici anniè membro del consiglio direttivo dell’Associazione Industriali della provincia di Reggio Emilia.

Anna Alfieri, sorella di Romano, è il presidente della Padana Tubi spa e nel quartier generale di Guastalla lavorano già le figlie del neo cavaliere del lavoro: Claudia e Angela.

di Stefano Catellani

Written by Sergio Rinaldi

Comments are closed.