Diritti di privativa su parti di ricambio, libera circolazione delle merci e libera concorrenza:

le conclusioni dell’Avvocato Generale nel caso Renault

Il 22 giugno 1999 l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia ha pronunciato le proprie conclusioni nella causa C-38/98 tra la Renault da un lato ed alcuni ricambisti italiani dall’altro.

La Corte d’Appello di Torino (Italia), cui la Renault aveva chiesto la declaratoria di efficacia in Italia di una sentenza della Corte d’Appello di Digione (Francia), aveva trasmesso gli atti alla Corte di Giustizia Europea affinché questa stabilisse se sia contraria all’ordine pubblico di cui all’art. 27 primo comma della Convenzione di Bruxelles una decisione di un giudice di uno Stato membro che riconosca un diritto di privativa industriale o intellettuale su delle parti di ricambio che integrano nel loro insieme la carrozzeria di un’automobile e tuteli il titolare di tale diritto vietando a terzi di un altro Stato membro (Italia) di fabbricare, importare o vendere tali parti di ricambio nello Stato dove la sentenza era stata emessa (Francia) o di esportare da tale Stato.

Secondo la Corte italiana, la contrarietà all’ordine pubblico potrebbe sussistere se:

(a) la sentenza della Corte d’Appello di Digione è contraria al recente orientamento della giurisprudenza italiana che ha negato che le singole componenti della carrozzeria di un’automobile possano essere oggetto di autonoma tutela;

(b) la sentenza è frutto di un’errata interpretazione degli artt. da 30 a 36 (sulla libera circolazione delle merci) e 86 (sulla libera concorrenza) Trattato CEE.

L’Avvocato Generale ha ritenuto che l’ordine pubblico non può considerarsi violato per il semplice fatto che una decisione straniera sia stata assunta sulla base di un orientamento giuridico differente o sulla base di un’errata interpretazione di norme. Per ordine pubblico deve intendersi l’insieme dei principi fondamentali di diritto ai quali non è possibile rinunciare. La declaratoria di efficacia di una sentenza può essere negata solo nel caso in cui la sua esecuzione sarebbe assolutamente incompatibile con tali principi.

Quanto alle questioni interpretative relative agli artt. 30-36 e 86 Trattato CEE, questioni risolte in via subordinata, l’Avv. Generale, riferendosi a precedenti pronunce della Corte stessa, ha ritenuto che le disposizioni relative alla libera circolazione delle merci non contrastano con una legislazione nazionale che riconosce diritti di privativa industriale su delle parti di ricambio e, di conseguenza, ammette che una casa automobilistica possa vietare a terzi di fabbricare, vendere, esportare o importare tali parti di ricambio. Ciò in quanto la determinazione delle condizioni per la concessione di modelli è rimasta di competenza degli Stati membri anche dopo l’adozione della Direttiva 98/71 CE del 13/10/98 sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli.

Quanto all’art. 86 Trattato CEE – conformemente a quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia in precedenti pronunce – l’Avvocato Generale ritiene che il solo fatto di ottenere dei brevetti per modelli ornamentali relativi a parti di carrozzeria di autoveicoli e di esercitare i relativi diritti non costituisce abuso di posizione dominante.

2 agosto 1999

Written by Sergio Rinaldi

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