Perché ripetere questa stessa cerimonia della nascita di Gesù tutti gli anni? Anzi da 2000 anni? Cosa c’è di nuovo ancora da capire? Perché di nuovo sei qui e non sei a letto, a casa, a divertirti?

Ma poi è proprio qui in chiesa che nasce Gesù o altrove? Il Natale di Cristo ha proprio bisogno di festa, di musica, luci, emozioni, presepi, panettoni, regali, vestiti belli?

Come vivranno questa notte di Natale gli alluvionati della Valle Imagna e della Valle Brembana che non hanno più la casa, i terremotati del Molise, la gente che è in ospedale, le famiglie colpite da un lutto, gli 8000 operai della Fiat in cassa integrazione, i popoli in guerra o sul piede di guerra, i poveri che stanno dormendo nelle stazioni sotto i cartoni?

Siamo sinceri: se Cristo nascesse solo nelle chiese e nei presepi, noi saremmo qui a recitare una misera farsa, una dolce fiaba per bambini, che come una bolla di sapone presto si riduce ad una goccia di acqua sulla mano.

Vi prego: per un istante svuotiamoci la mente e il cuore di tutte le nostre tranquille convinzioni religiose, diventiamo poveri di fede, fermiamo tutti i nostri progetti e desideri … ascoltiamo il canto lontano del silenzio.

C’è una grande notizia per tutti: ma ognuno l’ascolterà con orecchie e cuore diverso. … Se sei un bicchiere già pieno, Dio non può versarvi più niente. Se non la smetti di credere tenacemente alle tue opinioni, non potrai mai ascoltare la Parola di Dio.

Noi questa notte siamo qui ad ascoltare una grande, eccezionale notizia che è vera oggi come 2000 anni fa, che è vera per tutti, da Brembilla a S. Giuliano, da Termini Imerese a Bagdad, per i ricchi e per i poveri, per i cristiani e musulmani, per noi credenti che siamo qui riuniti in chiesa e per quelli che non ci credono al mistero di questa notte.

E la stupenda notizia è questa: il Dio che nessuno mai ha visto, quel Dio che molti hanno inventato a loro misura facendolo diventare un idolo, questo unico Dio si è dato un volto, è diventato un uomo concreto che si affianca come un amico, come un Padre accanto ad ogni uomo, pronto persino a morire per aiutarlo!

Questo significa che ogni uomo, buono o cattivo, può contare su questa compagnia personale, amorosa e fedele di un Dio che è con lui, in ogni momento della vita, pur nel rispetto della nostra libertà. Mai Dio ci abbandonerà, per nessun motivo, fino alla morte.

E’ questo che ognuno di noi vuol risentire in questa notte: Dio mi ama. Dio mi ama così come sono e mi amerà sempre fino alla morte. E’ come se in questa “notte d’amore” anche noi chiedessimo a Dio quello che si chiede alla persona amata: “Dimmi ancora una volta che mi vuoi bene, dimmi che mi ami!” .

“Dio, dimmi che mi ami!”

Questa non è una favola, Gesù di Nazaret non è una favola: è storia, è un avvenimento, un incontro fortunato che è capitato agli Apostoli che incontrarono Gesù per strada, che lo ascoltarono, lo toccarono, stettero con lui notte e giorno, e infine lo videro morto appeso alla croce e poi gloriosamente risorto.

Questo incontro con Gesù, Figlio di Dio, cambiò la loro vita: si svuotarono del modo istintivo di vivere la vita e si riempirono il cuore e la mente di Cristo, fino a dire come S. Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.

Gesù era diventato il dolce Ospite della loro vita. Ecco a cosa serve svuotarsi delle nostre precise convinzioni religiose o moralistiche: serve per diventare capaci di ospitare Dio.

Diventare poveri di se stessi, bicchieri vuoti di noi, per ospitare in noi Cristo, la sua parola, la sua persona.

Se uno abbia o no ospitato Cristo, lo si capisce dall’ospitalità che offre alle persone: dal cuore aperto e fiducioso con cui incontra e tratta le persone, a partire da quelli di casa propria, dall’ospitalità che offre alla moglie o al marito, ai genitori o ai figli, a tutti fino ai più estranei.

La Chiesa, che vuol essere l’inizio del mondo nuovo fondato da Cristo, è il luogo dove ognuno deve sperimentare e fare sperimentare l’ospitalità, che permette alle persone di vivere con libertà di spirito.

Per significare questo, noi Sacerdoti vi abbiamo accolti ognuno sulla porta della chiesa che è la casa della nostra famiglia cristiana, dal giorno del nostro Battesimo.

Per questo ci scambieremo la pace o il bacio fraterno, ci sentiremo in comunione con i fratelli che sono a casa o anche con quelli che si sono allontanati dalla Comunità.

Pregheremo per tutti coloro che sono nel dolore e hanno bisogno di sentirsi ospiti di Dio e dei fratelli.

Carissimi, l’annuncio che Dio ci ama, ci dona il vero benessere. E se lo accettiamo come Ospite nella nostra vita, ci renderà capaci di grande ospitalità verso tutti, ci farà collaboratori di Dio nel rendere questo nostro piccolo pianeta, una casa dove regna sovrana la giustizia, la fratellanza universale e la pace vera e duratura.

All’annuncio che Dio ci ama, noi rispondiamo dunque con gli angeli: Sia glorificato Dio in cielo e regni la pace sulla terra, tra gli uomini da lui amati.

Written by Sergio Rinaldi

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