ROMA – Pdl sotto choc e Lega sorpresa e irritata dopo i primi risultati delle amministrative. Nel Pdl nessuno si nasconde che dalle urne milanesi sia uscito un risultato amaro. «A Milano avevamo un’aspettativa diversa», ha ammesso Denis Verdini, coordinatore del Pdl. Gaetano Quagliariello, vice presidente dei deputati Pdl sostiene che il voto moderato farà la differenza ai ballottaggi perché a Milano il candidato non era del Pd ma della sinistra radicale e a Napoli il candidato del Pd è stato sconfitto dal dipietrista De Magistris. Da queste considerazioni Quagliariello fa scaturire la speranza che i moderati, ai ballottaggi, faranno confluire i loro consensi sui candidati del centrodestra.

Alta tensione Pdl-Lega. Verdini ben comprende come ora la Lega – anch’essa rigorosamente in silenzio – possa alzare la posta in gioco. Milano, Napoli, ma anche altre piccole realtà consegnano una “mappatura” politica assai diversa da quella attesa ad Arcore da Silvio Berlusconi. Nuovi equilibri, o rapporti di forza disattesi, che aprono un nuovo fronte pericoloso per la maggioranza e per il governo: i rapporti tra il premier e il senatur. I due, ufficialmente, restano in silenzio. Ma l’irritazione, da entrambe le parti trapela con forza. Con il Cavaliere, amareggiato per il risultato che si prospetta a Milano, che addossa una parte delle responsabilità all’atteggiamento dei Lumbard in campagna elettorale. E i leghisti che scaricano sul premier il peso del risultato negativo. Stati d’animo che prevedono una ricucitura difficilissima e dai risultati imprevedibili, non prima di una lunga «decantazione». Il barometro segna quindi burrasca: i popoli web del Pdl e della Lega si scambiano, senza troppi complimenti, accuse e invettive. Con “spazio azzurro” che getta anche l’ombra del tradimento di Bossi sul voto di Milano consumato dalle sue truppe nel segreto dell’urna. Insomma, il «vento del Nord che cambia», registrato da Bersani, si è sentito – gelido – anche tra via Bellerio e Arcore.

«Se si prefigurerà un ballottaggio lo affronteremo con serenità»: così il sottosegretario Laura Ravetto si è espressa, a nome del sindaco scente, al comitato elettorale di Letizia Moratti parlando delle elezioni milanesi. «Aspettiamo i numeri veri. È ancora presto per fare delle valutazioni» ha detto aggiungendo che «i primi dati danno una tenuta della coalizione. Ma anche su questo estrema cautela». «Se, come sembrerebbe da questi che sono i primissimi dati, si prefigura un ballottaggio – ha concluso – lo affronteremo con grande serenità».

Il leader del Carroccio Umberto Bossi è chiuso nei suoi uffici con lo stato maggiore del partito, a quanto si apprende «stupito» e con una certa «irritazione» per come si sta configurando l’esito del voto.

«Le elezioni comunali non possono mai essere totalmente omologate con quelle nazionali. Non si può fare un’unica valutazione e caricare le elezioni comunali di significati politici nazionali: è sempre una mossa che non da buoni risultati». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Per Alemanno il centrodestra deve «avere la capacità di aprire al Terzo Polo e a tutti coloro che vedono con preoccupazione l’avanzata di questa sinistra molto estrema e populista».

Lunedì 16 Maggio 2011 – 20:29 Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Maggio – 15:58

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Written by Sergio Rinaldi

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