Grande partecipazione e proposte concrete all’incontro pubblico organizzato dai Verdi

La sala gremita da più di 200 persone, l’attenzione prestata alle relazioni, i numerosi interventi nel dibattito: sono questi i primi indicatori del successo ottenuto dall’iniziativa dei Verdi Alternativi con il pubblico dibattito sul dopo alluvione a Donnas.

Soprattutto, però, sono importanti le analisi compiute sull’evento alluvionale dello scorso ottobre e le indicazioni puntuali sulle cose da fare. Dalle relazioni della prof. Augusta Cerutti e della geologa Susanna Occhipinti è emerso:

1. che siamo in una fase di riscaldamento della Terra con conseguenti fenomeni di piovosità più violenti e più intensi;

2. che per far fronte alle piogge intense occorre ridurre i processi di impermeabilizzazione del territorio, dare molto più spazio ai corsi d’acqua, gestire con più attenzione torrenti e Dora Baltea.

La situazione di Donnas è particolarmente grave perché, essendo il punto più basso della Valle d’Aosta, è anche il punto in cui la Dora arriva più grossa e più minacciosa.

E’ fondamentale, per ridurre i rischi, eliminare alcune barriere che all’inizio del territorio di Donnas favoriscono lo straripamento della Dora. Il Consigliere comunale Beppe Paoloni ha spiegato che il Comune sta operando per ottenere una modifica delle paratoie per l’impianto di derivazione delle acque poste all’ingresso del Comune, per dare più spazio alla Dora in riva destra e, a tempi più lunghi, per rimuovere il vecchio ponte che ormai non è più utilizzabile per l’accesso veicolare e che occorre sostituire con una passerella pedonale più alta.

Tali interventi puntuali non sono però sufficienti a ridare tranquillità a Donnas. Nel corso della serata è stato sottolineato con forza che occorre intervenire su tutto il bacino della Dora per creare zone di espansione che rallentino la velocità e la quantità dell’acqua e che permettano il deposito del trasporto solido.

Nelle conclusioni, il coordinatore dei Verdi Alternativi, Elio Riccarand, ha insistito sulla necessità di evitare una “ricostruzione” che ripeta gli errori del passato, rilevando che nel “Piano di intervento”, appena approvato dalla Giunta regionale, e che elenca opere per oltre 600 miliardi di lire, mancano del tutto gli interventi sul corso della Dora Baltea per realizzare le casse di espansione e sono invece previsti interventi di arginature anche in zone dove si deve lasciare spazio per l’esondazione delle acque.

Infine è stato ricordato che il Movimento Verde Alternativo ha istituito un “Osservatorio Verde per

il dopo alluvione” che è a disposizione di tutti per fornire informazioni e permettere decisioni corrette e partecipate.

Written by Sergio Rinaldi

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