Pavia, basilica di S. Michele Maggiore

note:

RELAZIONE TECNICA INTERVENTO DI RESTAURO SUL DIPINTO A OLIO SU TELA RAFFIGURANTE IL “MARTIRIO DI SANTA LUCIA” DI GUGLIELMO CACCIA DETTO IL MONCALVO ( SEC. XVIII° ) ( MIS. 254 X 165 ) PROPRIETÀ’ DELLA BASILICA DI SAN MICHELE MAGGIORE IN PAVIA

RESTAURO ESEGUITO DA: VINCENZO MAGGI E CRISTINA ANSALONI .

AUTORIZZAZIONE DELLA SOPRINTENDENZA PER I BENI ARTISTICI E STORICI DI MILANO – Via Brera n° 28 – Prot. n. 10979/80 del 06.09.1996

Descrizione iconografica

Il dipinto raffigura Santa Lucia in atteggiamento estatico, colpita al collo da uno stiletto per mano del carnefice posto alla sua destra , alla presenza del rappresentante della legge.

Stato di conservazione

Il dipinto presentava uno stato di avanzato degrado soprattutto nella zona inferiore dove comparivano due vistose lacerazioni della tela , bruciata a causa dell’incauto avvicinamento di un presepe , andato a fuoco negli anni scorsi.

Si presentavano inoltre le seguenti problematiche :

un avanzato stato di degrado esteso sia alla tela originaria che agli strati di preparazione e colore

il telaio del dipinto era stato modificato per essere adattato alla cornice marmorea dell’altare settecentesco; ciò ha comportato la costruzione di uno spesso tavolato, formato da n° 10 larghe assi assemblate in verticale ha sostegno dei quattro elementi perimetrali. Tale supporto era comunque inadeguato alla propria funzione inquanto privo di regolatori angolari di tensione agli angoli superiori erano stati ripiegati due lembi della tela per seguire la nuova sagoma

la tela originale di Fiandra era molto rilassata e deformata con alcuni cedimenti lungo il perimetro ; di conseguenza si era adagiata sul tavolato dando origine a segni orizzontali in corrispondenza degli spazi di divisione tra le assi, simili a quelli lasciati dal telaio originale lungo il perimetro

uno strato di sporco atmosferico offuscava la superficie pittorica e lo strato di vernice ossidata ostacolava la leggibilità del dipinto

per quanto riguarda la zona interessata dall’estesa bruciatura si sottolinea quanto segue: le due lacune, di forma circolare (circa 20 Cm di diametro ) localizzate al centro del bordo inferiore, presentavano fragili lembi carbonizzati e le carbonizzazioni interessavano un’ampia area circostante le lacune stesse fino a sfumare in diffuse bolle di cottura del colore coinvolti dal danno : il manto della martire , i piedi sia del carnefice che della santa

Operazioni preliminari

Tutte le fasi operative sono state seguite dalla responsabile della Soprintendenza con cui si sono concordati i vari passaggi.

Considerate le problematiche relative al dipinto si e’ operato una leggera pulitura con soluzione di cicloesano e acetone al 50% previo test di igroscopicità si decide di velinare con carta giapponese e colletta di coniglio si procede quindi al distacco della tela dal telaio-tavolato.

Fase conservativa

Pulitura del verso con spazzole morbide e lame per la rimozione di depositi di sporco e sostanze estranee considerate le prove preliminari che hanno dato certezza sulla tollerabilità del dipinto ad all’acqua, si è proceduto alla fermatura del colore con colletta animale a caldo,con lo scopo di assicurare il consolidamento degli strati preparatorie pittorici la foderatura è stata eseguita con doppio rintelo in tela di lino di consistenza e trama adeguate.La nuova tela è stata trattata con l’opportuna preparazione di bagnatura, tiraggio e collatura sono stati inseriti innesti di porzioni di tela antica nelle lacune il dipinto è stato applicato sulla nuova tela con pasta di farine secondo il metodo fiorentino e relativa stiratura sul recto la velinatura è stata rimossa dalla superficie pittorica le lacune sono state stuccate e si è eseguita l’imitazione di superficie.

Montaggio del nuovo telaio

E’ stato realizzato un telaio nuovo provvisto di morsetti di espansione opportunamente posizionati per un perfetto tensionamento della tela. Viene conservato il preesistente pannello ligneo di saturazione del tratto centrale superiore , utilizzata per completare il vuoto dell’incavo della cornice marmorea dell’altare. La cornice lignea dorata viene ricollocata in modo che il suo ancoraggio risulti indipendente dal dipinto

Fase estetica

Per quanto concerne la pulitura del dipinto si è rispettata la patina originale, scegliendo di operare con una sostanza che rimuovesse esclusivamente i residui di vernice ossidata e lo sporco atmosferico. e’ stato utilizzato Etilglicole in soluzione per rimuovere le vernici e una emulsione cerosa neutra per ammorbidire e asportare lo sporco si sono stuccate, con gesso di Bologna e colla di coniglio, tutte le lacune grandi e piccole sulle stuccature è stato steso un fondo a tempera sottotono è stata applicata una leggera verniciatura a pennello sulle lacune sono state eseguite velature ad acquerello che lasciano visibile il restauro ma restituiscono unità visiva la dipinto rendendolo nuovamente godibile è stata applicata una vernice finale semi-opaca di protezione Il dipinto viene ricollocato nella sua sede originaria; nella basilica di S. Michele Maggiore in Pavia.

Pavia 30.05.1997 I restauratori

Written by Sergio Rinaldi

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