Restauro del dipinto olio su tela Madonna con Bambino, S.Lorenzo e Santa Eurosia

Relazione tecnica

Il dipinto di proprietà della chiesa parrocchiale di S.Lorenzo Martire di Mariano al Brembo (BG) è collocato nell’abside semicircolare quale pala centrale. Firmato e datato in basso a destra Gaetano Peverada Pinxit – 1766- misura cm. 340 a 197; di forma concava segue la forma architettonica dell’abside.

Il dipinto rappresenta la Madonna con il Bambino, San Lorenzo e Santa Eurosia, dipinti in primo piano, su uno sfondo aperto, caratterizzato da una maestosa architettura raffigurante un arco di trionfo, a sinistra, mentre a destra tra due colonne scanalate, chiuse da un tendaggio ricamato, una grande mensola altare, sulla quale è seduta la Madonna.

I due Santi sono rappresentati nelle loro vesti e con i loro simboli del martirio; S.Lorenzo con vestiti da presbitero e la graticola sulla quale fu martirizza e S.Eurosia vestita da regina con la mano mozzata.

La composizione di impostazione chiaramente classica a struttura piramidale, vede secondo una gerarchia simbolica la Vergine Maria al culmine del triangolo e i Santi alla base, con la testa e lo sguardo inclinato verso il centro teologico del quadro che è il Bambino Gesù.

TECNICA DI ESECUZIONE E STATO DI CONSERVAZIONE

All’inizio dei lavori il dipinto si presentava su un telaio ligneo composto da quattro elementi sottili uniti e inchiodati ad incastro fisso, non predisposti all’espansione e privi di smusso, con una traversa verticale e due orizzontali,’ di cui una rotta a metà e più quattro traversine angolari di rinforzo (vedi foto).

Il tutto Infestato da insetti xilofagi: risultava evidente une tale telaio non era più adatto a svolgere la sua funzione di struttura di sostegno.

Il supporto, una pezzatura unica di tessuto, a filatura grossa e irregolare, densità 23 fili per cm2, (8 ordito, 15 trama) era vincolata al vecchio telaio mediante chiodi perimetrali: si presentava piuttosto allentata con borse e spanciamenti estesi a tutta la tela, specialmente la parte destra, causando anche una evidente marcatura del telaio sulla tela.

Lo strato preparatorio del supporto risulta uno strato di spesso di colore rosso bruno, lasciato anche trasparire sulla superficie pittorica a modo di ombreggiatura.

Questa si presentava, stesa con pennellate, discretamente omogenea, data con abilità e sicurezza in modo veloce e con una crettatura da essicamento estesa a tutto il dipinto a maglia sottile ma visibile ad occhio nudo.

Complessivamente, il dipinto in prima tela, si presentava in uno stato di conservazione abbastanza discreto, non avendo in precedenza subito nessun tipo di intervento di restauro.

Cadute della pellicola pittorica e dello strato preparatorio, dovute probabilmente all’allentamento del supporto sul telaio e alla perdita dei leganti oleosi, erano presenti su tutta la superficie pittorica, in special modo la parte destra.

Da un punto di vista estetico, la vernice oramai ingiallita e ossidata (vedi la pianeta rossa di S.Lorenzo) e la polvere depositata sulla superficie pittorica, alterava visibilmente i toni del dipinto, non permettendo una corretta lettera dell’immagine.

INTERVENTO

Dall’esito delle analisi visive, dopo una piccola prova di pulitura sul manto della Madonna, si è ritenuto che il dipinto pur presentandosi in modo soddisfacente di conservazione, vista l’impossibilità di poter iniziare l’intervento di restauro con la puIitura, per la fragilità e aridità in diversi punti della pellicola pittorica, con il pericolo di perdita della stessa, anche se in minuscole scaglie, dovute alla forza dello sfregamento del cotone sulla superficie pittorica, di passare alla fase di foderatura.

Dopo aver eliminato la polvere superficiale con pennelli morbidi, il dipinto è stato tolto del suo telaio originale, steso su tavole per terra, quindi velinato con carta cellulosa fine e colletta animale a protezione e tenuta dei colore, così da poter permettere un accurata pulitura del retro del supporto dalla polvere e incrostazioni varie.

Si e quindi passati all’intervento di foderatura: preparato la nuova tela fatta di puro lino su un telaio interinale; I’operazione di rintelatura è avvenuta unendo le due tele con colla pasta (farina di grano, colla animale, trementina veneta, allume di rocca).

Si e poi proceduto alla stiratura a ferro caldo costante per poter appianare completamente i sollevamenti e fissare la pellicola pittorica e renderla omogenea.

Dopo la completa asciugatura, il dipinto è stato svelinato con acqua tiepida, con la stessa operazione, è stata eliminata completamente anche la polvere residua.

Terminata questa fase si è proceduto poi alla pulitura, cercando di eliminare soltanto la vernice ingiallita e ossidata, e rispettare il più possibile la patinatura e la cromia originale.

Questa è stata resa possibile mediante una miscela volatile di essenza di trementina e acetone nella proporzione di 70/30 o 50/50 a seconda del caso.

Il dipinto è stato poi teso su un nuovo idoneo telaio di legno ad espansione, dotato di smusso e con tensori angolari metallici a vite che consentono di mantenere una tensione ottimale e costante della tela.

Un leggero strato intermedio di vernice molto diluita in essenza di trementina è stata stesa prima di stuccare le lacune, portate a livello con grasso di Bologna e colla animale.

Le lacune e le leggere svelature sono state integrate (come da accordi presi con la direzione lavori) con restauro mimetico con colori a vernice per restauro Maimeri.

A conclusione dell’intervento è stato teso sulla superficie pittorica un leggero film protettivo di vernice Rembrandt finale.

Il tutto è stato documentato fotograficamente, prima, durante con campioni di pulitura e dopo restauro ultimato.

DESCRIZIONE DOPO L’INTERVENTO

Il dipinto dopo I’intervento di pulitura risulta di lettura estetica omogenea, non più colori e tonalità alterati ed offuscati da una vernice ingiallita e non più trasparente.

La pellicola pittorica si presenta perfettamente aderente allo strato preparatorio e lo stesso al supporto sottostante.

La foderatura e il nuovo telaio ad espansione garantiscono una buona stabilità dei supporto e conferiscono al dipinto garanzie di durata nel tempo.

I lavori di restauro sono stati seguiti ed eseguiti secondo le modalità indicate dalla Sopraintendenza ai Beni Artistici e Storici di Milano dottoressa Amalia Pacia.

Restauratore

Written by Sergio Rinaldi

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