Presto in italiano «Full of life» di Cooper

di Paolo Di Vincenzo

«Un giorno d’estate del 1994 Joyce Fante mi guidò nei meandri della sua vasta tenuta di Point Dume, Malibu.(…) Dopo avermi accolto sul portone, Joyce mi condusse attraverso la sala da pranzo e la cucina, dove stava di sentinella il suo enorme gatto grigio, fino a un ripostiglio buio che sapeva di polvere. Voleva mostrarmi qualcosa. (…) Quattro alti contenitori di metallo assiepati contro la parete, ciascuno dotato di quattro profondi cassetti da archivio. (…) In quell’attimo mi tornò alla mente la prefazione di Bukowski per la nuova edizione di “Ask the dust (Chiedi alla polvere)” (…) In quel momento, scrive Bukowski, si era sentito come un uomo che trova l’oro nella discarica cittadina. E ora eccomi qui, davanti a una miniera d’oro». Stephen Cooper – oggi forse il maggior esperto sull’opera dello scrittore italoamericano di origine abruzzese – presenta così i racconti che compongono «La grande fame» (si veda articolo sopra). Cooper è autore di una voluminosa biografia, per ora pubblicata solo negli States, dal titolo significativo: «Full of life», pieno di vita (che è anche il titolo del maggiore successo di John Fante, tramutato in un film che ebbe una candidatura all’Oscar). Una biografia – a lato la copertina della versione americana – interessante e che Marcos y Marcos si accinge a pubblicare anche in italiano.

Una biografia che, tra i tanti meriti, fa luce anche su qualche episodio sconosciuto. Come il fatto che John Fante (in Italia negli anni Cinquanta e poi nel 1960) andò a Torricella Peligna a vedere il paese da cui nel 1901 era andato via il padre Nicola (Nick). Ma «trovò un povero villaggio, donne anziane avvolte in scialli neri e giovani ostili (…) Dopo aver visto il posto dov’era nato il padre, i muri di pietra e le strade polverose, si arrese. Girò la macchina e discese dalla montagna».

Written by Sergio Rinaldi

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